“Mens sana in corpore sano” 

Riflessologia Plantare

Disegno trovato nella parete della tomba de Ankmahon en Sakkara – Dinastia VI, anno 2330 A.C. (EGITTO). Conosciuta come la tomba dei medici. La traduzione dice: “Non farmi soffrire” e lui in pratica risponde:

“Ringrazierai le mie azioni”!

 

STORIA DELLA RIFLESSOLOGIA PLANTARE

La Riflessologia Plantare è antichissima e appartiene a differenti culture, anche diversi documenti storici considerano il massaggio riflesso del piede come originario della cultura cinese circa a 5 000 anni fa; le loro mappe appartengono alla Scuola ON ZON SU (Massaggio Tradizionale Cinese) e sono molto diversi a quelli di base anatomica, più diffusi e utilizzate per le Scuole di base Occidentale o Riflessologia Plantare Moderna.

Gli egizi, dipingevano una seduta di massaggio del piede e della mano su un affresco ritrovato nella tomba di Ankmahor en Sakkara - Dinatia VI, anno 2330 A.C. Conosciuta come la tomba dei medici. Queste documento è il più antico tra quelli ritrovati che dimostrano l’esistenza di tali tecniche nell’antichità.

Nel Continente Americano, la tradizione attribuisce alle culture Incas e Maya delle tecniche ancore oggi utilizzate dai Cherokee del “Clan del Orso”, nel North Carolina. Il Presidente Garfield (Stati Uniti 1831 – 1881) curò i dolori causati da ferite di guerra attraverso pressioni sulle mani.

In Europa si sa che nel ’500 Benvenuto Cellini trattò sui dolori reumatici attraverso forti pressioni su piedi e mani. I medici Adamu e Atatis pubblicarono il primo testo europeo sulla Riflessologia (1582); poi un altro testo fu pubblicato a Lipsia dal dottor Ball.

Tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo Europa gioco un ruolo importantissimo per il posteriore sviluppo della Riflessologia Plantare ad opera principalmente dell’inglese Head, dello scozzese Mackenzie, del russo Sechenov, del tedesco Cornelius e dell’italiano Giuseppe Calligaris.

Però, la nascita della Riflessologia Plantare Moderna, si deve ad un medico statunitense, William Fitzgerald specializzato in otorinolaringoiatria. Fitzgeralg affermò, che, esercitando una pressione su certi punti del corpo, era possibile evitare l’uso della cocaina che a quei tempi veniva usata come anestetico.

Sui primi studi sull’argomento vennero compiuti a Vienna presso il dottor H. Bressler, che già stava lavorando a questa teoria. Tornato negli Stati Uniti, sperimentò tali tecniche per anestetizzare zone della testa attraverso pressioni fisse sulle dita delle mani. Chiamò questo metodo Terapia Zonale e, per stabilire le relative zone di influenza, elaborò la teoria zonale dividendo il corpo in dieci zone longitudinale che lo attraversano dai piedi alla testa, tale schema ha evidenti similitudini con i meridiani cinesi, le nadi indiane e i sen tailandesi.

Però, il suo metodo, sottovalutava l’importanza dei piedi incentrandosi sulle mani, già che attraverso le dita delle mani, più grandi di quelle dei piedi, egli poteva agire con maggiore precisione sui riflessi della testa e della gola.

Fu la sua assistente, Eunice Ingham chi focalizzò la sua attenzione proprio sul piede, dove si potevano trovare riuniti in breve spazio tutti gli organi del corpo. È lei considerata la “madre della moderna Riflessologia Plantare”, con il merito di averla fatta uscire dall’ambito medico per renderla una tecnica alla portata di tutti. Di qui si sviluppò un arte manuale che venne chiamata “Metodo Ingham di massaggio con compressione” descritto nel 1938, in un suo libro “STORIE CHE IL PIEDE POTREBBE NARRARE”. Si creò, in seguito, una vera e propria scuola. Tra suoi allievi possiamo menzionare: Mildred Carter, che si dedicò ai riflessi della mano e alla possibilità di automassaggio; Dorreen Bayly che, fondò in gli Stati Uniti l’omonima scuola; Hanna Marquardt che dal 1958 al 1967 fu al fianco di Eunice Ingham, poi diede vita alla Scuola Tedesca che è servita a diffondere questa metodologia. Dopo la morte di Eunice Ingham avvenuta nel 1974, suo nipote Dwight Byeres prosegue oggi l’attività di ricerca e divulgazione.

 

TEORIA DELLA RETE ZONALE

La Teoria della Rete Zonale contempla due aspetti importanti:

1.- La divisione del corpo umano in dieci zone verticali, proposta per il Dott. William Fitzgerald.

2.- La divisione orizzontale dei piedi, proposta per Hanne Marquardt a partire da 1970. Suoi piedi vengono tracciate tre linee immaginarie che suddividono il piede in quattro parti.

1. LE DIECI ZONE VERTICALI DEL CORPO

Il dottor William Fitzgerald e il professor Giuseppe Calligaris, seguendo studi diversi, dimostrarono l’esistenza di “Dieci linee verticali del corpo umano”, che partono dalla testa e raggiungono le estremità e collegano gli organi nella loro esatta collocazione anatomica, vuol dire che gli organi presenti nella parte sinistra dal nostro corpo sono rappresentati nel piede e nella mano sinistra, lo stesso accade con la parte destra del nostro organismo.

2.    LA DIVISIONE ORIZZONTALE

Per facilitare la ricerca dei punti sono state tracciate tre linee immaginarie che suddividono il piedi in quattro parti.

· La prima linea detta del cingolo scapolare, è posta alla base delle dita. Sopra questa linea si trovano le zone della testa e collo.

 · La seconda, detta del margine costale inferiore. Tra questa e la prima linea sono collocati gli organi del torace e della parte alta dell’addome.

 · La terza linea, detta del cingolo pelvico, delimita la zona del calcagno. La linea del cingolo pelvico separa infine le zone della parte centrale del tronco (sopra) da quelle degli organi bassi dell’addome (sotto)

LA RIFLESSOLOGIA IN ITALIA

In Italia la Riflessologia è stata conosciuta a partire della fine degli anni Settanta, anche se già nel 1930 alcuni studiosi ne sostenevano la validità del metodo. Di quel periodo rimane un volume dal Dottor Nicola Gentile che, oltre a illustrare la teoria di Fitzgerald, confrontava tra loro diversi metodi riflessologici.

Poi, sono stati gli allievi della Marquard e Bayly a diffonderla. Importante ricordare il compito compiuto per Elipio Zamboni ed Erasmo Buzzacchi (Fondatore e Presidente del Centro Italiano Riflessologia Fitzgerald sorto a Milano, che, oltre a una attività di formazione condotta su diversi livelli, svolge una attività di ricerca e moralizzatrici del settore), allievi della Marquardt, e Marco Lo Russo, allievo della Bayly.
Merita, anche, menzionare l’opera compiuta per il Dottore Osvaldo Sponzilli, medico olistico, fondatore della Riflessologia Emozionale ha voluto tentare l’acceso diretto al cuore dell’uomo a al motore della vita: l’emozione. Coordina l’”Ambulatorio di Omeopatia, Agopuntura e Riflessoterapia” presso l’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma.

Cosi come l’opera compiuta dal suo allievo Angelo Lucani, ricercatore spirituale, studioso delle filosofie orientali e della medicina olistica. Nel suo libro “Iniziazione alla Reflessologia del Piede un Approccio Psicosomatico” descrive come attraverso l’aplicazione delle leggi della Medicina Tradizionale Cinese e la sinergia con la floriterapia di Bach , la Riflesologia Plantare si trasforma in un vero processo completo di guarigione psicosomatica attraverso l’intervento sui blocchi energetici emozionali.

COS’ È LA RIFLESSOLOGIA PLANTARE

La Riflessologia Plantare è il processo mediante il quale si riesce a ristabilire l’equilibro energetico in tutto il corpo, basato sul una particolare forma di massaggio che attraverso una serie di stimolazione e compressione dei punti di riflesso nei piedi, che si relazionano energeticamente con i sistemi e gli apparati corporei, consente di esercitare un’azione di prevenzione e di intervenire su eventuali squilibri del organismo riportandolo così ad uno stato di benessere psico-fisico-emozionale.

Sul tutto il piede si trovano piccole aree in cui si riflettano tutti gli organi del nostro corpo: dalla punta delle dita fino alla loro base abbiamo i riflessi di tutta la testa fino al collo. Sotto le dita del piedi troviamo la parte corrispondente al torace. Alla parte bassa del tallone corrisponde il bacino. Gli organi doppi come i polmoni i gli organi centrali come lo stomaco sono rappresentati su ciascun piedi. Gli organi che si trovano a destra del corpo sono sul piedi destro come il fegato; mentre gli organi contenuti nella parte sinistra si riflettono sul piede sinistro come la milza. Alla parte interna del piede corrisponde la colonna vertebrale. Alla parte esterna del piede corrispondono i riflessi degli arti superiori.

I piedi, poli d’energia importante, hanno parti sensibili a tutti i tipi di stimolazione. Pressando le varie zone dei piedi, tutti i punti di riflesso degli stessi reagiscono sensibilmente, sia che ci sia uno squilibrio generale, sia solamente nei punti delle zone colpite. Dopo varie sedute, i sintomi tendono a scomparire individuando così i punti corrispondenti a quelli che realmente sono la causa originaria del problema o squilibrio dell’organismo.

Il 95% delle persone trattate con la Riflessologia Plantare reagiscono molto bene al massaggio riflessogeno , solo in alcuni casi, le aspettative non sono soddisfacenti, a causa dell’eccessivo stress e della mancanza d’energia nell’organismo.

I nostri piedi sentono, comunicano e ci avvertono costantemente di quanto sta succedendo nel nostro corpo. Sono zone sensibili, dove risulta relativamente facile individuare qualsiasi squilibrio organico, permettendo cosi che la vita si sviluppi in maniera adeguata.

La Riflessologia Plantare stabilisce un contatto molto stretto tra i piedi della persona e le mani di chi opera. Il contatto fisico e mentale diventa comunicazione e assume importanza per recuperare l’armonia fisica e psichica dell’organismo. Le mani dell’operatore, delicate e sensibili, possono percepire lo stato psicofisico del paziente. I piedi della persona hanno così la possibilità di parlare alle nostre mani.

La Riflesologia Plantare como disciplina Bio-Naturale, stimola le risorse naturali dell’individuo, rimuove gli stati di disagio psico-fisico-emozionale, generando una migliore qualità della vita. Le discipline Bio-Naturali hanno inoltre le finalità di favorire la piena e consapevole assunzione di responsabilità di ciascun individuo in relazione al proprio stile di vita e di stimolare le risorse vitali della persona, intesa come entità globale e indivisibile.

Il Riflessologo Plantare, opera per il benessere della persona ma non è un medico, quindi non prescrive e non diagnostica e si propone soltanto di riequilibrare l’organismo nella sua totalità.

COSA FA LA RIFLESSOLOGIA PLANTARE PER NOI

La Riflessologia Plantare ha lo scopo di preservare e migliorare il benessere di una persona. Utilizzata in abbinamento ad altre terapie mediche, anche nelle affezioni che richiedono cure mediche drastiche, risulta una eccellente tecnica di appoggio, particolarmente utile ed efficace, che ha un grande potere di prevenzione e, data la sua capacità di rilassare il Sistema Nervoso e riequilibrare l’organismo può eliminare tensione e stress (utile anche come sostegno psicologico). Quindi l’obiettivo della Riflessologia Plantare è la salute. Cosi:

Ø RECUPERA l’armonia fisica e psichica dell’organismo.

Ø RISOLVI i problemi dello stress, perciò è eccellente per eliminare la stanchezza e stati di tensione.

Ø DA MAGGIORE VIGORE a tutto il corpo e migliora l’aspetto fisico delle persone.

Ø RILASSA E RIEQUILIBRA il Sistema Nervoso.

Ø AGISCE come mezzo di eliminazione delle tossine, migliorando lo stato della pelle e del tono muscolare.

Ø MIGLIORA la circolazione e ossigenazione sanguigna favorendo una migliore respirazione.

Ø STIMOLA al massimo le difese immunitarie dell’organismo.

Ø PREVIENE l’insorgere delle affezioni stagionali e di quelle legate a stress e alimentazione disordinata.

Ø AIUTA a superare il trauma chirurgico, abbrevia e rende più vitale il periodo della convalescenza e diminuisce il rischio di complicanze.

Ø È UN OTTIMO SUPPORTO alle varie terapie cui vengono sottoposti i portatori di handicap con problemi motori oppure psichici. Conoscere questo tipo di massaggio può rappresentare per i genitori un motivo di vicinanza con il proprio figlio portandogli aiuto e conforto.

Ø È INDICATO per tutte le età incluso bambini ed anziani

 

LE REAZIONI AL TRATTAMENTO

Durante le prime sedute alcune delle reazioni dell’organismo che si possono considerar normali sono:

 · Sensazione di rilassamento che favorisce il riposo.

· Aumento delle secrezioni urinarie, che diventano più torbide e di colore intenso ed odore forte.

· Colore atipico delle feci e flatulenza. In questo caso si consiglia generalmente di bere molti liquidi privi di zuccheri dal primo trattamento.

· Diverse reazioni emotive a livello psichico.

Tutto questo rientra nella norma in quanto con il trattamento si vanno a smuovere le tossine presenti nell’organismo che poi saranno eliminate attraverso gli organi emuntori e, gli effetti collaterali del massaggio si ridurranno di intensità e non si presenteranno posteriormente, lasciando una sensazione di rilassamento e benessere generale.

È importante, anche, nel corso del trattamento sorvegliare le reazione del soggetto che potrebbero essere di freddo, di sudorazione ai piedi e alle mani, sonnolenza o agitazione. Tutte queste manifestazioni si devono controllare e valutare attentamente per eseguire un ottimo trattamento.

 

CONTROINDICAZIONI

Anche la Riflessologia Plantare e un trattamento dolce esistono delle controindicazioni che devono essere valutati:

· Non trattare mai una persona affetta di patologia grave senza avere l’autorizzazione del medico curante.

· Non trattare donne in gravidanza, soprattutto nei primi tre mesi e, comunque, durante la gestazione, agire sempre sotto controllo medico.

· Non bisogna praticare il massaggio dopo un pasto abbondante se non sono passate almeno tre ore.

· Non applicare il trattamento nei primi giorni del ciclo mestruale, soprattutto nelle donne con un flusso molto abbondante.

· Usare soltanto manovre di rilassamento in soggetti estremamente agitati o nervosi.

 

REGOLE DI BASE PER UN BUON TRATTAMENTO

L’ambiente

È consigliabile che il trattamento di Riflessologia Plantare venga praticato in modo da consentire il massimo del benessere alla persona che lo riceve. Sarebbe ideale un ambiente abbastanza spazioso, ben aerato, con una temperatura gradevole, sufficientemente tranquillo, ai fini di una sua partecipazione psicologica al trattamento. Una musica sottofondo, rilassante e a volume basso, potrà completare il clima di calma e rilassamento.

Chi opera deve essere in grado di “maneggiare” i piedi del altro con la massima facilità. Una comoda poltrona è la soluzione migliore, ma può servire anche un lettino di massaggio, il letto di casa o, al limite due sedie poste una di fronte all’altra.

 

La durata

Un trattamento deve durare in media 40 minuti, ma è bene tenere conto prima di tutto del soggetto e del caso specifico a trattare. In presenza di persone nervose, sensibili o colpite di sintomatologia acute deve praticarsi massaggi brevi, di 10 o 15 minuti al massimo, per evitare che le reazioni si manifestino in maniera troppo violenta. Dopo avere valutato le reazioni al trattamento, sarà possibile agire con maggiore sicurezza.

 

Ciclo di trattamento

Durata: 2 mesi circa

Sedute Complessive: 10

Durata d’ogni seduta: 45 minuti circa.

 

Si consiglia:

· Durante le prime 3 settimane di effettuare 2 sedute a settimana distanziate da 3 giorni.

· Dalla 4º alla 7º settimana, 1 seduta a settimana.

· Dopo 15 giorni dall’ultima seduta si fa un controllo per appurare lo stato attuale dell’organismo.

 

È difficile stabilire a priori quanti sedute saranno necessari per risolvere un problema, dipende della sua natura per raggiungere un risultato positivo. Le sedute potranno aumentare o diminuire in base alla capacità del soggetto e al tipo di disturbo trattato.

Le forma acute e recenti avranno tempi di recupero più brevi, mentre per i disturbi cronici sarà necessario avere maggiore costanza.

 

LA TECNICA

In una seduta di Riflessologia Plantare si effettuano una serie di piccole stimolazione ravvicinate esercitate principalmente con il polpastrello del pollice che procede sulla zona da trattare con un movimento “a lombrico”. Queste movimento trasmette impulsi alle zone nervose mettendosi in sintonia con i ritmi naturali del corpo.

 

Ricerca dei punti dolenti

 

Conoscere le caratteristiche psicofisiche delle persone a trattare sarebbe il primo compito del riflessologo. Questa conoscenza avviene, attraverso la ricerca dei punti che risultano dolenti alla palpazione. In presenza di un disturbo o di una carenza di energia a livello di un organo, si ha una risposta dolorosa nella zona riflessa sul piede. Un’ indagine meticolosa su tutti gli organi e apparati dal corpo umano farà possibile avere un quadro generale della situazione per determinare un’ipotesi di lavoro da svolgere negli incontri successivi. A ogni trattamento, controllare se i punti risultati dolenti presentano ancora le stesse caratteristiche. I dolori costanti, che si ripristinano a ogni controllo, confermeranno la presenza di un effettivo disturbo.
Quindi, il trattamento dovrà essere eseguito secondo uno schema ben preciso, appositamente studiato per ottenere il massimo di risultati con il minimo di fenomeni collaterali.

 

Il trattamento inizia sempre sul piede sinistro, in conformità con la legge di polarità. Il lato sinistro del corpo è “magnetico”, recettivo. Accetta e trasmette più facilmente gli stimoli inviati dai punti di pressione del piede; inoltre, la parte maggiore del Sistema Linfatico, il dotto toracico, è sul lato sinistro. Poiché una delle sue funzioni è quella di fermare il diffondersi di batteri e tossine. La maggior parte dei residui tossici si accumula nel lato sinistro del corpo, da dove vengono prontamente eliminati. Il massaggio dei riflessi aiuta a compiere questo lavoro.
Il lato destro del corpo è il lato “elettrico”, attivo, proiettato all’esterno e, se il massaggio viene iniziato sul piede destro invece che sul sinistro, può succedere che gli stimoli vengano in qualche modo respinti, rendendo meno efficace il trattamento.

  

LE MAPPE CON LE ZONE RIFLESSE DELLA SCUOLA DI RIFLESSOLOGIA PLANTARE “HERMANAS DE SAN PABLO DE CHARTRES” LIMA - PERU’

 

Willy, Ofelia e Suora Juana Cattin nostra insegnante di Riflessologia Plantare.

 Fondatrice e Preside della Scuola di Riflessologia "Hermanas de San Pablo de Chartres" Lima - Perù


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